Perché Angel Costi

Presupposto:

 

Quando si decide di acquistare un qualsiasi prodotto, una delle principali considerazioni è certamente quella legata ai costi per capire se ciò che si sta pagando sia giustificato o meno. Quando invece si decide per l’acquisto di un prodotto finanziario ed in particolare di un fondo comune di investimento l’approccio prevalente diventa quello di utilizzare i risultati passati come elemento dominante della scelta finale. Un po’ come se per comprare l’auto nuova ci basassimo sui risultati dei test di durata del motore, senza minimamente prendere in considerazione i costi d’acquisto e di mantenimento. Questo rappresenta una evidente distorsione del nostro processo decisionale, i risultati passati possono dare un’idea della bontà di ciò che si sta acquistando (nel nostro caso dell’attività di gestione) ma non danno alcuna indicazione riguardo al fatto che i costi del prodotto siano adeguati al servizio erogato.

Angel Costi analizza i fondi tramite le loro spese correnti, cioè il totale dei costi ricorrenti sostenuti dal sottoscrittore del fondo durante l’anno: commissioni di gestione, collocamento, banca depositaria, di servizio, ecc..
Le spese correnti sono espresse con un valore percentuale che rappresenta il prelievo annuo sul capitale investito. Queste vengono accantonate quotidianamente all’interno del fondo di investimento e costituiscono la remunerazione del lavoro svolto sia dalla società di gestione (parte della commissioni di gestione*), sia da chi ha collocato il fondo al sottoscrittore.
L’attività di gestione del portafoglio di un fondo non è però tutta uguale. Questa può essere molto intensa e particolarmente attiva o molto contenuta e passiva. A commissioni di gestione più elevate deve quindi corrispondere un’attività di gestione erogata che miri a distinguersi dalla concorrenza e dai mercati. Più la gestione è attiva, infatti, più chi gestisce un fondo sta cercando di mettere al servizio dei clienti le proprie capacità per la creazione di valore. Al contrario, una gestione passiva che “copia” la concorrenza o più semplicemente replica un indice di mercato non potrà essere in grado di creare alcun tipo di valore aggiunto.
Il servizio che i sottoscrittori del fondo ricevono in questi due casi è completamente diverso, indipendentemente dal quello che sarà il risultato in termini di performance. Nel primo caso, l’andamento del fondo differirà dal mercato e suggerirà una gestione per la quale può essere giustificata una commissione di gestione, anche elevata. Nel secondo, invece, si riscontrerà un andamento molto simile al benchmark per cui sarebbe lecito domandarsi il senso di pagare profumatamente qualcuno per copiare semplicemente un indice.

Obiettivo:

 

Questa App è stata concepita per consentire ai suoi utilizzatori di paragonare i fondi comuni di investimento dal lato dei costi, in modo da permettere una valutazione autonoma sulla conformità di quest’ultimi rispetto al servizio realmente offerto.**
I costi tenuti in considerazione sono le spese correnti, le commissioni di gestione e quelle di performance.  che rappresentano le voci di spesa più importanti, e meno osservabili, a differenza delle eventuali commissioni di ingresso o uscita, che sono generalmente più facilmente riscontrabili da chi investe in fondi.
Nel metodo di comparazione utilizzato, le spese correnti vengono messe in relazione alla TEV, Tracking Error Volatility, che misura la differenza tra il rendimento di un fondo e il rendimento del suo benchmark. In pratica, la Tev indica il grado di scostamento di un fondo rispetto al suo benchmark e, di conseguenza, il potenziale valore aggiunto che il fondo è in grado di realizzare.
In Angel Costi la TEV di ogni fondo viene calcolata rispetto a un indice di categoria, risultante dalla media equipesata dei rendimenti di tutti fondi che compongono la categoria in esame.
Un valore elevato della TEV indica una intensa attività di gestione del prodotto, ovvero quanto il gestore abbia cercato, indipendentemente dal risultato ottenuto, di distinguersi dalla concorrenza, tentando di fare meglio del mercato e non di replicarlo. Contrariamente, un valore basso di tale parametro suggerisce un’attività di gestione più contenuta che non consente di creare quel valore aggiunto per cui si paga la commissione.
Mettendo in relazione il valore della TEV con le spese correnti, Angel Costi permette di individuare all’interno di una matrice il posizionamento di ogni fondo preso in esame, in modo da definire in maniere facile e intuitiva se quanto si paga sia giustificato oppure no. Le situazioni più anomale sono contrassegnate con il simbolo di alert (warning).

Oltre a consentire ciò, Angel Costi utilizza un algoritmo che permette di indagare la congruità delle commissioni di performance applicate a ciascuno fondo di investimento. Nel caso vengano rilevate anomalie in relazione all’algoritmo di controllo posto in essere, Angel Costi attiva un segnale di alert che rimanda l’utilizzatore al prospetto del fondo per verificare le modalità di prelievo delle commissioni di performance da parte della società di gestione.

*E’ importante sottolineare che all’interno delle commissioni di gestione, spesso rientrano anche altri costi relativi alla distribuzione che, quindi, sono da attribuire agli intermediari che collocano i fondi e non alla società che li gestisce.

* *La comparazione tra attività di gestione e costi è importante in quanto la ricorrenza annuale delle spese correnti tende nel tempo a ridurre il rendimento del fondo. Infatti a parità di performance lorda, quello con una commissione di gestione maggiore, presenterà un rendimento minore.